CENTRO ARTI PLASTICHE

HAFNIA FOUNDATION

 

Presentano:

La memoria della forma

 

Opere di:

Jorge Romeo e Stevens Vaughn

 

 

Inaugurazione: venerdi 18 marzo 2016 - ore 18,00

a cura di: Massimo Scaringella

 

Che cosa c’è dietro un’opera, dietro la scelta di un soggetto figurativo e astratto, del colore e della luce, di una forma fisica compiuta o dello scorrere del colore su una superficie, una riflessione su se stessi? sulla materia? sull’arte? Sulla propria gioia e sul proprio dolore o sull’umanità intera. Forse c’è solo un gioco di sorte e attenzione su ciò che ci sembra meno importante al momento ma che ha pari dignità e importanza in quanto esiste come oggetto, forma o pensiero.

 

In questo discorso si inseriscono le sculture dell’artista argentino ma da molti anni radicato in Toscana Jorge Romeo e le opere dell’artista americano Stevens Vaughn presentate per questa occasione.

 

Nel suo fare scultura Jorge Romeo non esprime lo spazio sino a che lo trasforma, senza dividerlo; ma la scultura - parlando in senso tecnico – può esssere solo la materializzazione di una forma in uno spazio? A volte – come qualsiasi espressione artistica - è una maniera di esorcizzare, un disperato sforzo per apprendere, per appropriarsi del mondo. L’artista dimostra che queste due concezioni possono non essere esclusive nè tanto meno parallele. Il suo punto di partenza è il quotidiano; egli però non cerca di replicare fedelmente la realtà apparente, ma si spinge fino a scoprire l’architettura occulta insita in essa. Il risultato è, in essenza, molto chiaro per integrità ed equilibrio compositivo. L’unicità, aspetto di vitale importanza del suo lavoro, si conquista attraverso la composizione in cui gli elementi sono saggiamente disposti nello spazio, relazionandosi tra loro in un costruttivo sviluppo di forme. Forme che sembrano esistere solo in funzione della conoscenza di due qualità: la purezza e l’organizzazione.

 

Anche il lavoro di Stevens Vaughn svela il senso di una essenzialità visiva, solo apparentemente confusa, ma strutturalmente legata alla visione ironica e colorata della vita, che esprime con il suo incontenibile segno una depistante linea gestuale, guidata da una manuale irruenza, identità piena di un espressionismo emotivo e culturale inserito in una solida realtà. La struttura, forse meglio dire la “ritualità” di ogni opera è composta quindi come l’espressione di un pensiero non verbale, trasformato in una struttura articolata e consolidata nella rivelazione della realtà, dove si raccoglie un esercizio stilistico capace di trasformare il desiderio nell’ironia della creatività, in una dilatazione differita del tempo e dello spazio. Macchie, colature veloci, prepotenze cromatiche, si contengono la definizione dello spazio, contendendo alla natura e alla poesia la ricerca delle soluzioni formali dell’opera, risolte in un uso inquietante di un elemento primordiale come è l’acqua. E come ben dice Mark Rothko “Un opera non è qualcosa che riguarda un’esperienza: è un’esperienza”. E l’esperienza del creare si trasforma nei due artisti in una memoria del vissuto, in poche parole nella memoria della forma

 

Con questa mostra nasce la collaborazione fra il Centro di Arti Plastiche di Carrara e Villa Bertelli, che si auspica consentirà scambi di attività espositive di opere e contatti fra le due comunità artistiche, quella di Carrara e quella versiliese, conclude l’Assessore alla Cultura Giovanna Bernardini.

 

dal 18 marzo al 17 aprile 2016
orario: dal martedì a giovedì 9.30 - 12.30

da venerdì a domenica 16.30 – 19.30

Centro Arti Plastiche | Via Canal Del Rio, 54033 Carrara (MS)

Tel: +39 0585 779681 mail: centro.arti.plastiche@comune.carrara.ms.it

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